Omicron, Tim Spector (UK Covid Zoe Study App): "Come un forte raffreddore, sparisce in 5 giorni". Le prime informazioni dall'Inghilterra

Omicron, dalle parole del team del professor Tim Spector, capo scienziato dell'app Zoe che attraverso i suoi studi tiene traccia dei sintomi Covid in Gran Bretagna ad uno studio di Hong Kong: ecco le ultimissime


Sulla pericolosità della nuova variante scoperta in Africa il dibattito è aperto. Uno studio di Hong Kong sembra evidenziare come la nuova variante attacchi principalmente bronchi (dove il virus si replica 70 volte in più rispetto alle varianti originali) rispetto ai polmoni (dove sembra incidere 10 volte in meno). Un particolare, anzi il particolare che avrebbe (il condizionale è d'obbligo) reso meno aggressiva la malattia. 

E dalla Gran Bretagna, nell'occhio del ciclone Omicron (ieri sfiorati i 90mila contagi in 24 ore), i primi dati certi sono i sintomi. Tim Spector, capo scienziato dell'app Zoe - che attraverso i suoi studi tiene traccia dei sintomi Covid nel Paese - ha affermato che "la maggior parte delle persone infette dalla nuova variante non mostrano più i classici sintomi Covid.

"In linea di massima - ha detto il professor Spector a Sky News - quello che stiamo vedendo ora è che la maggior parte delle persone che risultano positive al tampone molecolare hanno effettivamente sintomi simili al raffreddore e non hanno la classica triade (tosse persistente, febbre e perdita dell'olfatto e del gusto) che ci ha abituato in precedenza. È infatti emersa una condizione sintomatica più lieve che a molte persone sembra proprio un forte raffreddore".

Il suo team ha esaminato circa 1.000 casi di Omicron, e da quanto emerge la nuova variante sembra produrre una malattia «abbastanza lieve». Il professor Spector ha affermato che "quasi tutti sono migliorati dopo circa cinque giorni". Tuttavia, ha avvertito che "molte delle persone che stanno ricevendo infezioni a Londra in questo momento sono più giovani e quindi non sono tra le persone più a rischio di finire in ospedale".


Anche da Gauteng, la provincia sudafricana in cui la variante è diffusa, i dati del Discovery Health suggeriscono che negli adulti che hanno contratto Omicron il rischio di ricovero ospedaliero è inferiore del 29% rispetto a quello osservato nella prima ondata di Covid-19 che ha colpito il Paese a metà del 2020. Anche la percentuale di ricoverati che finiscono in terapia intensiva è molto più bassa rispetto alle precedenti ondate e sono inferiori anche i pazienti nei reparti ordinari che hanno bisogno di ossigeno supplementare. 


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